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Per chirurgia protesica mini invasiva dell’anca si intende una procedura che ha come obiettivi minimizzare il danno tissutale, il rispetto della anatomia, la riduzione della perdita ematica, la riduzione del dolore postoperatorio, accelerare il recupero funzionale, migliorare la cosmesi, ridurre i tempi del ricovero ed il ricorso alla fisioterapia. La chirurgia deve essere personalizzata per ogni singolo paziente.
Con questa tecnica è sufficiente un accesso chirurgico di circa 6 centimetri per posizionare correttamente la protesi.

La corretta pianificazione preoperatoria è uguale ad una estrema accuratezza del gesto chirurgico. Per questo effettuo la pianificazione su lastre digitali con programma dedicato per scelta del corretto impianto e per migliorare il posizionamento delle componenti e per ripristinare la corretta lunghezza degli arti.
Per questa chirurgia occorre un corretto posizionamento del paziente in sala operatoria che valuto con radiografie preoperatorie a paziente in decubito laterale.

Il recupero rapido postoperatorio è possibile grazie alla preparazione preoperatoria, alla qualità dell’intervento e al controllo del dolore e della riabilitazione nel postoperatorio. Questi sono i concetti dei protocolli di recupero postoperatorio veloce che da anni utilizzo. In particolare il paziente deambula entro le 6 ore dall’intervento e non faccio ricorso a drenaggi e a sutura della ferita con clips metalliche. Non serve una particolare fisioterapia postoperatoria e, quando le condizioni lo consentono, la dimissione avviene in terza giornata postoperatoria.
Nella struttura dove lavoro è possibile eseguire interventi di primo impianto difficile e revisione di protesi impiantata in precedenza avendo a disposizione dei letti di osservazione breve intensiva.
Il risultato finale atteso è un ripristino della anatomia, un intervento poco invasivo e con poco dolore ed una capacità immediata di camminare che si traduce nella profonda soddisfazione dei pazienti.
Negli ultimi 15 anni lo studio dell’ articolazione dell’anca ha portato alla possibilità di curare numerose patologie in chirurgia artroscopica cioè tramite l’uso di piccoli accessi per gli strumenti ed una telecamera e di massimizzare il trattamento conservativo dell’articolazione dell’anca con terapie infiltrative mirate per lo più eseguite sotto guida ecografica locale.